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Laboratorio Etno Biografico narrativo
Dal laboratorio etno-biografico narrativo alla rappresentazione autobiografica: Tutti abbiamo sangue rosso
Tutti abbiamo sangue rosso - in bianco & nero
Tutti abbiamo sangue rosso

Il laboratorio teatrale etno-biografico narrativo nasce a maggio 2017 all’interno del progetto di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati della Cooperativa Sociale Kemay come risposta a un bisogno degli ospiti.

Il laboratorio ha aiutato i richiedenti ad analizzare e a rielaborare il processo migratorio in cui sono stati coinvolti, rivivendo, revocando e poi finalmente lasciando andare l’esperienza del distacco, del viaggio e delle violenze subite.

Dal laboratorio è nato Tutti abbiamo sangue rosso, una drammatizzazione autobiografica ideata e interpretata da quattordici richiedenti asilo. La drammatizzazione è opera loro: prende le mosse dalle loro narrazioni, dagli intrecci che hanno immaginato tra un ricordo e l’altro, da foto, video e musiche che hanno suggerito e interpretato. I protagonisti che interpretano Tutti abbiamo sangue rosso sono stati coinvolti in un progetto di sensibilizzazione per le parrocchie, le comunità, le scuole e altre realtà non solo di Brescia e provincia, ma di tutta Italia.

L’esperienza ha avuto eco anche a livello mediatico nei periodici locali e nazionali.

Di seguito, le date del 2018:

  • 27 gennaio 2018: Convegno Caritas Parrocchiali – Brescia
  • 4 febbraio 2018: Tenda della Pace – Sant’Eufemia (BS)
  • 5 febbraio 2018: Scuola Media Ist. T. Olivelli – Villa Carcina (BS)
  • 10 marzo 2018: Supercinema – Castiglione D/Stiviere (MN)
  • 24 marzo 2018: Oratorio Paolo VI – Concesio (BS)
  • 7 aprile 2018: Teatro Salone Pio XII – Gavardo (BS)
  • 14 aprile 2018: Teatro di Viadana – Calvisano (BS)
  • 12 maggio 2018: Casa del Giovane – Pavia
  • 25 maggio 2018: IIS Giovanni Falcone – Asola (MS)
  • 20 giugno 2018: Teatro S. Giulia – Villaggio Prealpino (BS) - qui per altri link dell'iniziativa
  • 15 settembre 2018: Cinema Sereno – Villaggio Sereno (BS)
  • 29 settembre 2018: Teatro Parrocchiale – Gambara (BS)
  • 11/14 ottobre 2018: Festival diffuso delle Culture Mediterranee Sabir – Palermo
  • 26 ottobre 2018: Teatro parrocchiale - Passirano (BS)

 

Nel 2019 è andato in scena Tutti abbiamo sangue rosso 2 - in bianco & nero, dove la creazione della drammatizzazione è stata aperta anche alla comunità di Calvisano, che sarà presente sul palco insieme ai protagonisti. Non più una sorta di compagnia teatrale che si muove nelle comunità, ma un fondersi tra migranti e comunità, dove il muro tra un “noi” e “loro” si fa ponte. Il teatro viene scelto infatti come via per sensibilizzare e arrivare al cuore delle persone: attraverso l’esperienza che si fa testimonianza e quindi storia, riconosciamo che “l’altro sono io e che la sua storia è la mia”.

 

 

Testimonianza di una persona presente a Castiglione delle Stiviere:

 

Scrivo per portare all’attenzione vostra e dei lettori l’incredibile drammatizzazione autobiografica, messa in scena presso la sala parrocchiale Supercinema di Castiglione delle Stiviere (Mn) sabato 10 marzo, dal titolo «Tutti abbiamo sangue rosso». La rappresentazione, promossa dalla Caritas di Brescia, è stata ideata e interpretata nel corso di un laboratorio teatrale da 14 richiedenti asilo che ci invitano a correre il rischio dell’incontro. All’aprirsi del sipario, la voce di Omero, antica e struggente, invita ad ascoltare, ospiti attesi, le storie di quattordici uomini, (anche se più d’uno è ancora ragazzo), che quel mare color del vino l’hanno attraversato senza essere marinai e di cui portano ancora con sé il gusto salato di un’acqua che non disseta. Seguiamo rapiti, in un susseguirsi di lingue e accenti diversi, le parole spontanee che descrivono quattordici vite e forse stupisce scoprire la semplicità con cui si possono raccontare la nostalgia, la paura, la perdita, la speranza. E mentre sentiamo queste narrazioni vicine, capaci di rivelare anche pezzi della nostra vita, risuonano lancinanti sul palco bastonate furiose. Sono le percosse disumane che hanno martoriato davvero questi corpi nelle prigioni libiche. Ora, oltre ogni finzione scenica, riecheggiano, tra preghiere e minacce selvagge, qui. Qui e nello stomaco che ad ogni colpo si chiude, ma già attende il colpo successivo. Viene da alzarsi, chiedere che termini e ci sia un lieto fine a rassicurarci. Siamo tutti impietriti: qui è finzione, ma là, in un laggiù determinato e scomodo, era (e per molti ancora è) reale. Come può un uomo aver sostenuto tanta sofferenza? Come può un ragazzo aver conosciuto tanta umiliazione? Le domande mute riempiono il silenzio di una sala sospesa. Ma non c’è alcuno spazio per il pietismo in questi quattordici straordinari uomini. Ora è tempo di rallegrarsi perché, dopo il pericolo, sono salvi. Ora è tempo di danzare un inno alla vita che, alla fine, ha prevalso. La musica scioglie la tensione e viene voglia di sentirsi altrettanto riconoscenti e grati per il solo fatto di essere vivi. In questo momento non ci sono più il palco e la platea. Non ci sono più loro e noi. Siamo tutti soltanto uomini e donne con il medesimo sangue rosso e dal cui reciproco incontro nel profondo può germinare vita smisurata.

// Alessandra David
Castiglione delle Stiviere (Mn)

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